Il Parco Fluviale del fiume Alcantara

A 1.200 metri di altezza sulle pendici dell’Etna scorre, tortuoso e inaccessibile, il fiume Alcantara. Migliaia di anni fa il Mojo, un piccolo cratere etneo, eruttò un’enorme massa di lava invadendo l’intera vallata del fiume Alcantara. Il magma si fece strada sino al mare incanalandosi sul letto di un antico fiume, sprofondando nei tratti più argillosi e, una volta raffreddatosi, formò alte pareti di basalto. Successivamente, le gelide acque del fiume Alcantara scorrendo erosero la colata lavica e disegnarono una sorta di canyon oggi noto a tutti come Gole dell’Alcantara. Quest’antica attività vulcanica ha dato luogo a vere e proprie sculture, monumenti della natura particolarmente suggestive.

Le Gole dell’Alcantara, una tappa obbligata per i turisti che si trovano in visita nella zona di Taormina, si possono raggiungere da Giardini Naxos seguendo la statale 185 verso l’entroterra in direzione Francavilla di Sicilia.
L’escursione alle gole richiede circa un’ora e mezza di tempo, il percorso è molto impegnativo e quindi riservato solo ad escursionisti esperti e a bravi nuotatori. Sin dall’inizio è necessario immergersi nell’acqua gelida fino alla cintola e durante il tragitto ci sono alcuni tratti da percorrere a nuoto. Indispensabile quindi, un costume da bagno ed un paio di scarpe da ginnastica senza calze. Le gole sono percorribili esclusivamente quando l’acqua è bassa per un tratto compreso tra i 50 e i 200 m. All’entrata è possibile munirsi di stivali-salopette da indossare per evitare di bagnarsi nelle acque gelide.
Normalmente il letto del fiume è praticabile da maggio a settembre. Il resto dell’anno si può solo arrivare all’imbocco delle gole. La risalita può essere fatta in ascensore.

Il fiume nasce alla pendici di Monte Soro, sui Nebrodi in territorio di Floresta (Me) e poi scorre verso Randazzo (Ct), la piana di Moio Alcantara (Me), Francavilla di Sicilia (Me), Motta Camastra (Me), Castiglione di Sicilia (Ct), Graniti (Me), Gaggi (Me), Calatabiano (Ct) e Taormina (Me) per finire alla foce, sulle rocce nere di Giardini Naxos (Me), prima colonia greca di Sicilia.

Dalla sorgente alle gole il fiume scorre per circa 52 km con una larghezza media di circa 5 metri, mentre le pareti del canyon raggiungono in media i 20 metri di altezza (in alcuni punti anche 50 m) dando luogo ad uno scenario splendido e selvaggio nello stesso tempo. Da Gaggi verso l’abitato di Calatabiano, l’alveo si amplia per tornare a restringersi in prossimità della foce, nel territorio di Giardini Naxos. In contrada Larderia, nel Comune di Motta Camastra, sul versante catanese e in contrada Mitogio, nel Comune di Castiglione di Sicilia, sul versante messinese si trova una spettacolare grotta di scorrimento vulcanico, difficile da raggiungere, ma splendida da ammirare, chiamata ‘Grotta dei cento cavalli’ per le sue enormi dimensioni.

Scendendo dalla sorgente a valle fino alle gole, il paesaggio è in continuo mutamento e fra le alte e nere pareti laviche si incontrano limpidi laghetti, spumeggianti cascate e piccole spiagge. Inoltre si passa dai boschi della sorgente alla tipica macchia mediterranea con i grandi cespugli di fichi d’india e quelli di euforbia attaccati tenacemente alle rocce. La macchia mediterranea caratterizza prevalentemente l’ambiente fluviale con agrumeti, ulivi, noccioli, viti e castagni. A questi si aggiunge la bellezza dei fiori spontanei come gli anemoni, le viole, i papaveri e le splendide orchidee, gli arbusti di oleandro, il salice bianco, gli olmi, gli ontani, le betulle, i pioppi. Nel tratto montano, in prossimità della sorgente, alla confluenza con il Parco dei Nebrodi, non è raro imbattersi in uccelli rapaci che raggiungono l’Alcantara a caccia di cibo.
Immerse in questa rigogliosa vegetazione, giunti alla zona delle gole, si scoprono grotte e anfratti a strapiombo sulle acque.  La discesa a piedi permette di avere una bella vista d’insieme della parte iniziale delle gole. Arrivati al letto del fiume le pareti, alte più di 50 mentri, stringono in mezzo una lingua d’acqua e si presentano in tutta la loro bellezza. La costante azione dell’acqua ha levigato le pareti basaltiche della gola, producendo quell’effetto di lucido brillante che si può ammirare solo sotto la luce del sole. I contrasti cromatici sono molto forti: il nero della roccia, l’azzurro del cielo e il verde dell’acqua. Meraviglioso.

Tra Storia e Leggenda
Le prime testimonianze di insediamenti umani nella valle dell’Alcantara si trovano nella necropoli di contrada Marca e risalgono alla tarda età del rame – inizio età del  bronzo. Dopo l’arrivo dei Greci a Naxos, avvenuto nel 735 a.C., i Siculi furono costretti a spostarsi verso l’interno. Qualche tempo dopo l’area di Francavilla ospitò una colonia calcidese di cui si conosce il ricco santuario di Demetra e Kore (VI sec. a.C.). Il nome del fiume e della valle Alcantara comunque, risale al periodo di dominazione araba, ‘Al Qantarah’, e si riferisce ad un ponte ad arco costruito dai Romani e capace di resistere alle irrompenti piene del fiume che ancora oggi offrono uno spettacolo impressionante.
La leggenda vuole invece, che il fiume Alcantara scorresse placido in un letto tranquillo senza rapide o pericolose correnti rendendo fertile la valle. In questi luoghi vivevano due fratelli che coltivavano insieme un campo di grano, uno dei quali era cieco. Al momento di spartire il raccolto il contadino sano  riservò per se  gran parte del grano. Un’aquila che volava sopra il loro campo si accorse del misfatto e riferì tutto a Dio che scagliò un fulmine contro l’imbroglione, uccidendolo. Il fulmine colpì anche il mucchio di grano ingiustamente accumulato che si trasformò in una montagna di terra rossa dalla quale, sbuffando, usci un fiume di lava che arrivò fino al mare.

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